cover articolo nomadi digitali, un collage di 4 foto: due che ritraggono due persone al computer, una della valle di antey e l'altra del giardino di Maison

Nel nostro articolo dedicato ai nomadi digitali abbiamo raccontato perché la Valle d’Aosta è la meta ideale per una workation, soprattutto in bassa stagione.

Questo mese vogliamo fare un passo in più: non un elenco di indirizzi dove aprire il laptop, ma una riflessione su cosa succede quando il lavoro da remoto incontra un contesto come Antey-Saint-André. Perché cambiare paesaggio, spesso, significa anche cambiare il modo in cui viviamo le ore della nostra giornata.

Siamo abituati a pensare che la produttività non possa esistere senza la fretta e la frenesia della vita di città. Ma non è una proporzione diretta. Anzi, tutt’altro.

Molto spesso è proprio l’ansia di produrre risultati e chiudere in fretta ogni cosa a bloccare la concentrazione, soprattutto nei lavori più creativi, che hanno bisogno di un pensiero diverso: più personale e introspettivo.

Separare le due dimensioni non è facile in città. Ma quando arriva Antey-Saint-André, la montagna rimescola le carte come solo lei sa fare: il rumore di fondo resta fuori dalla valle, ti costringe a rallentare, a guardare il lavoro non come la totalità della tua giornata, ma una delicata parentesi tra una passeggiata e l’altra.

Sembra impossibile ma è tutta una questione di abitudine e di mentalità e ha un nome: slow working.

In questo articolo abbiamo infatti raccolto una serie di consigli e accorgimenti che, grazie alla nostra valle, ti permetteranno di passare dal lavoro che ti fa litigare con il tempo a uno che si inserisce nelle tue giornate in punta di piedi.

Il silenzio negli appartamenti di Maison

come nomade digitale iniziare con una bella colazione. La foto ritrae una moca, un piatto e dei tovaglioli pronti per iniziare la giornata
Foto di Francesca Alti

Le prime ore, quando la valle è ancora silenziosa e la luce è quella giusta, sono perfette per scrittura, fotografia o qualsiasi attività che richieda silenzio e introspezione più che scrivanie condivise. 

Non serve muoversi, basta rilassarsi, aprire il taccuino o il pc, iniziare a raccogliere le idee. Aprire le finestre è determinante: respirare l’aria pulita della valle ti permetterà di iniziare subito a connetterti con la natura intorno a te.

Lavoro da remoto in appartamento

Ogni appartamento di Maison du Tatà ha un tavolo che si trasforma in scrivania e la connessione wi-fi stabile. Per la mattina è l’ideale e ti permetterà di svolgere due o tre ore di lavoro concentrato, soprattutto se intervalli le sessioni di lavoro intenso con pause nel giardino o nei sentieri.

E se capita un’interruzione della rete Wi-Fi? Puoi usarlo come ottimo momento di pausa tra un momento di lavoro e l’altro.

Sfruttare i giardini per una sessione all’aperto

Il lavoro all’aria aperta in mezzo alla natura viene spesso scartato perché, erroneamente, si collega alla scarsa concentrazione per gli stimoli intorno a noi. Nulla di più sbagliato. Concediti una sessione di lavoro all’esterno e se la natura ti interrompe per un insetto o una folata di vento che scompiglia gli appunti, potrai concederti quelle tanto agognate pause che spesso tralasciamo.

Inoltre i suoni della montagna e dei boschi forniscono un suono bianco che focalizzerà maggiormente la tua concentrazione.

Provare per credere.

Il Journaling – inizia in balcone

Sfruttare il balcone non deve avvenire per forza solo quando hai finito la tua giornata.

Puoi utilizzarlo come luogo in cui lavorare, ma anche come piccolo spazio dedicato al journaling con scrittura a mano. Scrivere a mano all’inizio della giornata libera la mente e, farlo con vista sulle valli è ancora più efficace di un caffè.

Scegli un taccuino che ti piace particolarmente e inizia proprio qui.

Passeggiare in pausa: niente musica solo tu e la montagna

un esempio di nomade digitale che pratica il bagno nel bosco: togliendo scarpe e calzini e camminando a piedi nudi nell'erba.
Foto di Francesca Alti

Le passeggiate sono essenziali per un afflusso stabile di dopamina e per ridurre il cortisolo (ormone responsabile dello stress). A differenza degli stimoli veloci dei dispositivi digitali il movimento crea una gratificazione duratura che rinforza la resilienza mentale.

Nell’articolo precedente ne abbiamo parlato e puoi trovare alcuni sentieri particolarmente interessanti, quindi non li ripeteremo qui.

Oltre a passeggiare con una meta c’è un’attività che non ha un obiettivo in termini di tempi e di distanze. Siamo abituati a valutare ogni cosa che facciamo in base a questi due parametri, ma qui il discorso è un altro.

Il paese di Antey-Saint-André grazie alla sua conformazione ti permette di rifare percorsi che già conosci, potendo dare libero sfogo a una pratica che viene chiamata Bagno nella Foresta (Shinrin-Yoku). È una pratica statica o a passi lentissimi immersi nel bosco, focalizzata sull’attivazione dei 5 sensi che ti permette di respirare il profumo degli alberi o ascoltare i suoni del vento. Anche solo 15 minuti di questa pratica ti permetteranno di staccare da quello che stavi facendo e connetterti con la natura intorno a te per decomprimere.

Biblioteche: tra silenzio e scoperta del territorio

La biblioteca di Antey-Saint-André è tutta un’altra storia. Non è tanto un posto dove sedersi con il computer, quanto un piccolo spazio raccolto e silenzioso, molto caratteristico del paese. Qui puoi alternare qualche ora di lavoro alla scoperta della Valle d’Aosta, grazie anche alla sezione dedicata alle sue tradizioni e alla cultura locale.

In particolare, potrai trovare interessante una pausa per aprire un libro e conoscere delle leggende valdostane sui Lupi demoniaci o il Dahu, mammifero leggendario dei pendii.

Lasciare lo spazio alla lettura, anche se per pochi minuti, ti permette di staccare dal lavoro e ti consente di avere un occhio più preciso quando poi torni all’attività.
Ma non è solo per una maggiore efficienza.

Concentrarsi su altro, come un racconto breve o una guida che spiega le usanze locali, abbassa i livelli di stress perché decontestualizza i problemi, che sembrano enormi alla scrivania, a qualcosa di meno rilevante rispetto alla storia millennaria che pervade questa terra, festeggiata ogni anno durante la fiera di Sant’Orso, una delle più importanti dell’artigianato e tradizione locale.

Ne parliamo in modo approfondito in questo articolo.

È forse qui, più che in ogni coworking attrezzato, che si capisce cosa significhi lavorare in un luogo e non semplicemente in un posto: non solo per le caratteristiche che ti consentono di lavorare ma per il contesto che ti permette di vivere mentre lavori.

Basta alzare lo sguardo dallo schermo per ritrovarsi immersi nella storia di una valle intera ed esserne immersi.

In più nulla esclude che la soluzione che stai cercando, si trovi proprio qui, tra le pagine di un libro nella Valtournenche.

Visitare i paesi come nomade digitale e parlare con persone di montagna

campo di fiori nel giardino di Maison du Tatà
Foto di Francesca Alti

Ogni bravo nomade sa adattarsi agli usi e i costumi dei luoghi che visita e delle persone che li abitano. I nomadi digitali non fanno eccezione, tu con loro.

Quando andiamo in vacanza in un posto è comune sentirci dire “ma qui ci vanno i turisti, io voglio qualcosa di vero, dove vanno gli abitanti”.

Questo accade perché chi vive in montagna conosce posti particolari da cui emerge la vera essenza dei territori. La stessa cosa vale ovviamente per la mentalità e l’approccio allo slow working e alla vita in generale. Nei paesi della valle puoi venire a contatto veramente con quello che conta: persone che riescono a vivere con i ritmi della montagna, perché è l’unico modo che conoscono, l’unico ritmo che sentono.

Venire a contatto con persone così diverse e parlare con loro durante le tue pause o una volta finito di lavorare, ti permette di cambiare prospettiva, portandoti in un modo di vivere diverso.

Ti farà capire come vivere per abitare un luogo, non un lavoro.

Coworking e slow: il segreto è l’organizzazione

Impossibile il coworking quindi?
No, proprio il contrario: è possibile solo il coworking che decidi tu. Grazie alla valle hai un filtro che ti consente di organizzare le tue sessioni con altri solo dove, e quando, vuoi tu.

La Biblioteca Regionale di Aosta è la scelta più pratica quando servono un paio d’ore di lavoro concentrato: postazioni di studio, possibilità di stampa e un ambiente ordinato, pensato per chi ha bisogno di un tavolo e di silenzio per qualche ora.

Per quel giorno, anche la Pépinière d’Entreprises, con sedi ad Aosta e a Pont-Saint-Martin, è uno spazio interessante: postazioni condivise, wi-fi stabile e la possibilità di fare rete con altri professionisti, magari abbinando il tutto a una commissione o a una passeggiata in città.

Potresti pensare di dedicare una mattina o un pomeriggio a settimana per la parte di interazione con clienti e colleghi, in modo da rilegare le situazioni di potenziale stress in un unico giorno. Questa organizzazione ti permette di poterti dedicare gli altri giorni alle attività singole, perché clienti e colleghi sanno che potranno contattarti solo in quell’occasione.

Potrai decidere di non rispondere quando vieni chiamato, ma di rimandare ad un appuntamento in quei momenti specifici che dedichi al confronto con altri.

Il consiglio di Tatà

Il rapporto con il tempo che si ha oggi è un rapporto tossico che prende quello che vuole senza dare niente in cambio.

Nella Valtournenche la giornata può prendere una forma diversa: ore di lavoro individuale in casa o in biblioteca di paese, diluite da pause e respiri tranquilli, senza l’ansia di doversi organizzare attorno a un orario o di avere interruzioni e chiamate da ogni direzione.

È lo stesso principio che ci guida quando parliamo di slow travel, di vacanza consapevole, di un appartamento vissuto come una casa e non come una base d’appoggio.

Anche il lavoro, se lo lasci fare, trova un ritmo diverso in una valle come questa.

Il nostro consiglio? Un’arma a tua disposizione è cambiare aria: spostarsi in posti che, come nomade digitale, ti permettono non di organizzare il tuo lavoro al meglio, ma di gestire la tua vita nel modo più salutare e rigenerante possibile.

Questo a volte include andare in posti come la Valle d’Aosta, che ti obbligano a guardare le cose da un’altra prospettiva, facendoti vedere il tuo tempo e il tuo lavoro su una bilancia nuova: quella che pende verso il tempo e non verso il lavoro.

La natura sa come andare lentamente, e nella valle del Cervino, dovrai solo fermarti abbastanza per saperla ascoltare. Lei ti dirà cosa fare.