Augusta Praetoria: il passato romano della città di Aosta

Augusta Praetoria: il passato romano della città di Aosta

A cosa penseresti se ti dicessimo che esiste una città italiana che in poche centinaia di metri racchiude un sacco di resti romani?

Penseresti subito a Roma, non è vero?

Eppure non è di Roma che stiamo parlando.

Stiamo parlando di Augusta Prætoria, la seconda città italiana con il maggior numero di resti romani ancora visibili.

Oggi si chiama Aosta, ed è anche conosciuta come la Roma delle Alpi.

Ma partiamo dall’inizio.

La città di Aosta ha una storia antica, simile a quella di molte altre città italiane. Una storia fatta di invasioni e conquiste, e plasmata dai numerosi cambiamenti sociali, culturali e religiosi avvenuti nel corso dei secoli.

Recenti scoperte archeologiche e accurati restauri hanno riportato alla luce notevoli tracce del suo importante passato. Le testimonianze artistiche dei secoli scorsi sono disseminate su tutto il territorio valdostano, ma è proprio Aosta a custodire il maggior numero di resti.

Ripercorriamo insieme la storia di questa antica città, approfondendo le caratteristiche dei resti di epoca romana e pre-romana meglio conservati.

Età preromana e rovine megalitiche

Si racconta che i Romani fondarono Aosta sulle rovine di Cordelia, città leggendaria fondata nel 1158 a.C. da Cordelio, capostipite dei Salassi. Ma le recenti scoperte archeologiche mostrano che la tribù dei Salassi non fu la prima ad abitare il territorio.

Nel 1969, durante i lavori per l’edificazione di alcuni condomini a Saint-Martin-de-Corléans, venne infatti scoperta un’area ricca di testimonianze monumentali megalitiche. A soli 6 metri di profondità vennero ritrovati pozzi rituali, allineamenti di pali lignei, stele antropomorfe, sepolture e aratura cultuali. Circa cinque millenni di storia racchiusi in poco più di un ettaro: non una semplice necropoli, ma una vera e propria area sacra destinata al culto e alla sepoltura.

I successivi studi hanno permesso di ricostruire con più precisione la storia di questo luogo dal Neolitico ai giorni nostri, passando per l’Età del Rame e l’Età del Bronzo. Nato come un santuario destinato al culto dei viventi, diventa una necropoli solo verso gli ultimi secoli del III millennio a.C., ospitando tombe e funzioni funerarie. I primi veri esempi megalitismo e statuaria preistorica in quest’area si hanno intorno agli inizi del III millennio a.C., con l’allineamento di pali totemici e stele antropomorfe.

Il museo archeologico

Nel 2016 l’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans è diventata un museo, fortemente voluto dalla Regione allo scopo di conservare in sito le preziose testimonianze scoperte 47 anni prima.

Il tour alla scoperta della storia preromana di Aosta inizia all’interno del museo, lungo un percorso costellato di immagini e pannelli esplicativi della storia umana. Si prosegue quindi percorrendo delle passerelle che portano al sito archeologico vero e proprio, a circa 6 metri sotto il livello stradale. Qui è possibile osservare il complesso monumentale in tutto il suo splendore, prestando attenzione alla modulazione della luminosità che muta gradatamente nelle diverse ore del giorno.

L’itinerario si suddivide in sei sezioni, che rispecchiano la periodizzazione del sito: dalle arature ai pozzi, passando per gli allineamenti di pali e stele, e giungendo infine alle tombe. Pannelli e altri strumenti multimediali forniscono spiegazioni e approfondimenti lungo tutto il percorso.

Saint Martin de Corléans Aosta museo archeologico
Alcuni dei resti custoditi all’interno del museo archeologico di Saint Martin de Corléans

Età romana e resti romani

Nel 25 a.C. i Romani fondarono la città di Augusta Praetoria – oggi Aosta – nei pressi della confluenza del torrente Buthier col fiume Dora e all’incrocio delle due vie del Grande e Piccolo San Bernardo. Decisero inoltre di fortificare la città: all’interno delle mura si trovavano i quartieri residenziali e le zone di interesse pubblico, all’esterno i quartieri popolari.

La città divenne presto uno dei centri urbani più ricchi e popolati dell’Italia Settentrionale, anche per la grande importanza strategica e militare che rivestiva grazie alla sua posizione di controllo sul territorio circostante. Come accadde in molte altre città italiane, l’impianto urbanistico ortogonale realizzato dai Romani venne mantenuto per lungo tempo ed è tuttora riconoscibile.

Scopriamo quindi quali sono i principali resti romani visibili ancora oggi nella città di Aosta.

La Porta Pretoria

La Porta Pretoria è la porta di ingresso orientale della città, costruita nel 25 a.C. insieme al resto delle mura. È costituita da blocchi di pietra fissati con ardesia frantumata estratta direttamente dal fondale della Dora Baltea, che ne era particolarmente ricca in epoca romana.

Con il tempo sono andati perduti i cancelli levatoi che chiudevano i varchi orientali della porta, mentre si trovano tuttora in ottimo stato di conservazione le due serie di archi. Uno, quello centrale, destinato al passaggio dei carri mentre gli altri due, laterali, al passaggio dei pedoni. Che la Porta Pretoria fosse un eccellente punto di osservazione e controllo sul territorio lo si capisce dalla presenza di camminatoi per le sentinelle e di due torri difensive, entrambe rimaneggiate nel corso del tempo.

Ben conservate sono anche le altre porte romane della città: la Porta Decumana (ingresso occidentale), la Porta Principalis Sinistra (ingresso settentrionale) e la Porta Principalis Dextera (ingresso meridionale). Per quanto riguarda invece la cinta muraria, essa è stata in parte inglobata in altri edifici, ma resta tuttora percorribile per circa 3 chilometri.

Porta Praetoria Aosta
I due archi principali della Porta Praetoria
L’arco di Augusto

Poco distante dalla Porta Pretroria, venne costruito anche questo nel 25 a.C., in blocchi di conglomerato e con volte a botta. Realizzato originariamente in più stili, con elementi dorici e corinzi, nel corso del tempo venne adibito a diverse funzioni fino ad acquisire l’aspetto attuale, frutto dell’ultimo restauro del 1912.

Arco di Augusto Aosta
L’iconico Arco di Augusto, uno dei simboli della città
Il teatro romano e l’anfiteatro romano

Si trovavano entrambi all’interno delle mura e, dato il rinvenimento di resti di costruzioni preesistenti, è probabile che siano stati entrambi costruiti circa 2-3 decenni dopo la fondazione della città.

Il teatro, le cui gradinate potevano ospitare fino a 4.000 spettatori, funge ora da sfondo a concerti, spettacoli e mercatini. L’anfiteatro aveva invece dimensioni molto maggiori e poteva ospitare fino a 15.000 spettatori. Durante il Medioevo venne impiegato dapprima come cava di materiale, quindi trasformato in un convento tuttora presente.

Teatro romano di Aosta
Una suggestiva panoramica del Teatro romano
Il Ponte di Pietra

Composto da un’ampia volta e largo circa 6 metri, è senza dubbio uno dei monumenti più iconici e conosciuti della città di Aosta. Situato a pochi metri dall’arco di Augusto e costruito nel 25 a.C. insieme al resto della città, consentiva il passaggio da una sponda all’altra del fiume Buthier.

Nel corso dei secoli, il fiume Buthier cambiò corso e anche il canale che iniziò a scorrervi sotto si prosciugò, facendo perdere al ponte ogni sua funzione.

Ponte romano sul Buthier Aosta
Il Ponte romano sul Buthier
Il criptoportico forense

È forse il monumento di epoca romana più suggestivo dell’intera città. Costituito da una galleria a due navate sostenute da archi, aveva un importante ruolo strutturale in quanto serviva per livellare il terreno dell’area sacra della città. Non si sa se avesse anche un ruolo funzionale, ma è stato ipotizzato che potesse fungere da deambulatorio o da deposito militare.

Criptoportico Forense Aosta
Il Criptoportico forense
L’area funeraria fuori Porta Decumana

La necropoli distava circa 200 metri dalla Porta Decumana e, come previsto dal diritto romano, venne costruita al di fuori delle mura della città.

La straordinaria importanza di questo sito archeologico risiede nel fatto che grazie a esso è stato possibile approfondire i diversi tipi di sepoltura dell’epoca. Nella necropoli sono infatti visibili le modalità di sepoltura a pozzetto, a cappuccina, a piccola camera e a inumazione.

Area funeraria fuori Porta Decumana Aosta
L’area funeraria fuori Porta Decumana

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